La tutela dell’ambiente 

"Dell'oliva non si butta via niente...."

 

Il percorso di sviluppo sostenibile attuato dall'impresa in merito allo smaltimento degli scarti oleari, permette di evidenziare l'attenzione esclusiva che l'azienda ripone al proprio territorio, alle proprie terre e in particolare alle problematiche ambientali.

Come è noto, i principali sottoprodotti dell'attività di lavorazione delle olive sono le foglie, le acque di vegetazione e la sansa di oliva vergine, quest'ultimi dannosi e altamente inquinanti se non gestiti in maniera opportuna.

 

I residui di potatura vengono posti nel terreno come ammendante (concime naturale), opportunamente sminuzzati con dei macchinari.

 

La raccolta delle olive, realizzata sia per brucatura sia mediante gli agevolatori meccanici, determina la contemporanea caduta delle foglie che vengono eliminate attraverso l'operazione di defogliazione e vengono stoccate in un deposito. Una volta terminata l'attività di produzione dell'olio, le foglie vengono trasportate mediante automezzi nei terreni di proprietà. Queste vengono poste sui campi e con l'azione degli agenti atmosferici, diventano concime naturale rispettando così il naturale ciclo biologico dell'ambiente.

 

La sansa vergine di oliva rappresenta il sottoprodotto più importante per l'oleificio poiché le sue caratteristiche possono essere tali da renderlo utilizzabile quale materia prima per l'estrazione dell'olio di sansa, quale combustibile per la produzione di energia termica, quale compost o mangime per il suolo agricolo. Alessandrini vende la sansa di oliva ai sansifici; una volta estratto l'olio mediante l'uso di solventi organici (esano) e ottenuto un composto secco (la sansa esausta), l'azienda riacquista quest'ultimo per impiegarlo come combustibile. Infatti l'impresa presenta un impianto termico asservito al ciclo produttivo ed alimentato con le sanse esauste con un notevole risparmio energetico e un basso impatto ambientale.

 

L'acqua di vegetazione delle olive è il sottoprodotto liquido che presenta un alto potere inquinante dovuto all'elevato contenuto di sostanza organica di origine vegetale. Il problema dello smaltimento di queste viene affrontato dall'azienda utilizzandole quale fertilizzante e ammendante per spargimento controllato sul terreno agricolo. Risulta essere il modo più razionale, realizzando così un ciclo chiuso  con cui si riporta sul terreno la maggior parte della sostanza organica e minerale proveniente dal terreno stesso.

L'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione si può ritenere come una pratica di agricoltura sostenibile, in quanto riporta nel terreno ciò che dal terreno agricolo proviene valorizzando sostanze naturali, preziose se razionalmente riciclate.

 

 

Oleificio Alessandrini Oscar & C.snc

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